Quando si parla di discipline STEM non si fa riferimento, dunque, banalmente, all’insieme delle materie scientifiche, ma una nuova filosofia educativa che si serve dell’educazione scientifica per fornire una soluzione ai problemi di una realtà che è sempre più complessa e in costante mutamento. L’approccio STEM parte infatti dal presupposto che le sfide che la modernità pone a studenti e insegnanti non possono più essere risolte con l’apporto di un’unica disciplina (o di più discipline integrate in maniera adattiva). Al contrario, è necessario un approccio interdisciplinare, in cui le abilità provenienti da discipline diverse (in questo caso, la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica) si contaminano e si fondono in nuove competenze.

In particolare, nel modello delle discipline STEM si assiste a una contaminazione tra teoria e pratica, in cui la scienza e la matematica, espressione di un ambito di ricerca pura, si fondono con gli strumenti, le risorse e la abilità della tecnologia e dell’ingegneria, che hanno invece una dimensione più applicativa.

 Negli ultimi anni si sono fatte spazio anche le discipline STEAM: un variante del famoso acronimo che aggiunge alle materie scientifiche la A di Arte. Ciò che questa nuova filosofia educativa sottolinea è, da un lato, la presenza importante della creatività come parte naturale delle STEM e, dall’altro, la necessità di incorporare il pensiero creativo e le arti applicate in situazioni reali.

Proprio per l’interdisciplinarietà dell’approccio, le materie STEM sono considerate funzionali all’acquisizione delle 4 C, ossia le 4 competenze definite come fondamentali dalla NEA (National Education Association) nel corso di un lungo percorso durato due anni e culminato nel rapporto “Framework for 21st Century Learning”. Questo progetto si proponeva di individuare 18 competenze che studenti e studentesse devono necessariamente possedere per fronteggiare con successo le sfide poste dal XXI secolo.

In particolare, tra le 18 skill 4 di queste sono state considerate come particolarmente rilevanti e accorpate nel modello dell 4 C:

  • Critical thinking, il pensiero critico – Per pensiero critico si intende l’analisi di un problema (o di una situazione) e dei fatti, delle prove e delle evidenze a esso collegato: un’analisi oggettiva e obiettiva, scevra da opinioni e distorsioni emozionali. In questo senso, le materie STEM permettono agli studenti di sviluppare numerose skill funzionali all’esercizio del pensiero critico, come la capacità di osservazione e di analisi, il problem solving e l’abilità di praticare inferenze corrette.
  • Communication, la comunicazione – L’abilità di comunicare consiste non solo nella predisposizione al dialogo e all’ascolto dell’altro, ma anche nella capacità di adattare il proprio linguaggio ai diversi media utilizzati e all’abilità di trasmettere le proprie idee e i propri processi decisionali quando si comunica con i membri di un team. A questo proposito, un approccio STEM incentrato sull’applicazione e la pratica può aiutare gli studenti a cimentarsi in project work di gruppo sfidante in cui mettere alla prova le proprie abilità comunicative.
  • Collaboration, la collaborazione – Imparare a collaborare significa lavorare con gli altri in modo armonico, aiutandosi l’un l’altro, dividendo i compiti e le scadenze in maniera equa e in base alle proprie attitudini e capacità. Anche in questo caso, le discipline STEM possono aiutare i più piccoli, fin dalla scuola primaria, a impegnarsi in un obiettivo che sia collaborativo e non competitivo, in cui lo sforzo di ciascuno può portare al raggiungimento di un traguardo comune.
  • Creativity, la creatività – Se la creatività può sembrare un’abilità lontana dalle materie scientifiche, in realtà non è così. Il pensiero creativo è infatti la capacità di pensare fuori dagli schemi, trovando soluzioni innovative ai problemi.

Gli argomenti trattati in questo anno , in particolare dal nostro socio Romeo Ferrini, sono riassunti in questo Catalogo Corsi Specialistici come Giornate di Dialogo sulla Ricerca e Progetti POST COVID

Come si vede a livello metodologico il lavoro non  è stato  progettato per tenere una lezione Maiestatis , ma per  stimolare  nei giovani la curiosità   del  conoscere e sapere . Per questo sono state presentate slide   dense e complesse che sono state usate  come dispense distribuite all’auditorio . I ragazzi ,divisi in gruppi, hanno potuto presentare , nelle giornate successive,  una confutazione o  un compendio a ciò che  era stato presentato. 

I  temi trattati  sono  originati da ricerche  condotte  in Italia  e  all’estero  e alcune  notizie sono estratte da documenti pubblicati  su   riviste  scientifiche come : Le Scienze  ; Nature publishes the finest peer-reviewed in the World o lavori di diversi Dipartimenti di Ricerca ai  quali ho aggiunto dei personali commenti .

 

 

 

La scienza ha come metodo il dubbio, come spirito la prudenza, come atteggiamento l’umiltà ( Maria Rita Gismondo)